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IN ARRIVO NUOVE CURE PER L'HCV

L'epatite C sfrutta una piccola e semplice molecola presente in abbondanza nel fegato per garantirsi la persistenza negli individui infetti. La scoperta compiuta da Peter Sarnow, della Stanford University, potrebbe portare a nuove e semplici opzioni terapeutiche contro questo virus che porta a infezione cronica e deteriora rovinosamente l'organo.
La molecola umana che aiuterebbe l'epatite C, secondo quanto riferito sulla rivista «Science», è un piccolo Rna che potrebbe dunque divenire facile bersaglio di nuovi farmaci.
Il virus dell'epatite C è causa del 15% di tutte i casi di epatite acuta, del 60-70% di tutti quelli di epatite cronica, di circa il 50% dei casi di cirrosi epatica (malattia avanzata del fegato) e tumore del fegato.
Si stima che nel mondo l'epatite C affligga 170 milioni di persone.
L'epatite C si trasmette di solito attraverso il sangue; è un virus subdolo perché spesso si nasconde essendo del tutto asintomatico e, quindi, rimanendo anche tutta la vita nel corpo della persona infettata dando appunto l'epatite cronica.
Gli scienziati hanno scoperto che il virus sfrutta una molecola propria delle cellule umane e molto abbondante proprio in quelle epatiche, il microRna 122. 

Fonte: Gazzetta del sud on line (02/09/05).

 
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