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[Paolo67]

LA TESTIMONIANZA DI PAOLO67

La storia della mia malattia comincia nel 1990, quando in seguito ad un periodo di problemi legati a dolori intestinali, stanchezza e debolezza, decisi di fare una serie di controlli presso un ospedale di Genova, dove per la prima volta mi diagnosticarono una "possibile" passata infezione da virus nč A nč B, probabilmente 1 o 2 anni prima, in seguito accertata come genotipo 1b.
Quindi, mi fecero fare una terapia di interferone trisettimanale per circa 3 mesi, al termine dei quali mi dissero di stare tranquillo, poichč era stato tutto sistemato.
All'epoca, non diedi troppo peso alla cosa, data la diffusa ignoranza della malattia mia e di chi mi aveva preso in cura.
Mi accontentai della apparente avvenuta guarigione, anche se c'era qualcosa che non mi tornava.
Mi sono ritrovato, quindi, nel 2002, ad affrontare nuovamente il problema seriamente, in seguito ad una mia persistente debolezza, legata ai soliti problemi gastrointestinali.
Mi rivolsi allora ad un altro ospedale di Genova, dove mi fu caldamente consigliato di intraprendere una nuova terapia interferonica, diversa dalla precedente, con associazione di ribavirina, per un periodo di 1 anno.
Il
18 gennaio 2004 iniziai la nuova terapia, consistente in una iniezione settimanale di Pegasys 180, accompagnata dall'assunzione di 5 capsule quotidiane di Rebetol.
Mi fu consigliato di assumere precauzionalmente Tachipirina dopo le prime iniezioni, per prevenire possibile forme febbrili derivanti dalle iniezioni, come effetto collaterale.
Mi furono preannunciati una serie di possibile effetti collaterali, quali febbri, inappetenza, dolori intestinali, cefalee, secchezza della pelle ecc.
Inizialmente ero molto preoccupato, sia per i possibili effetti collaterali, sia per il fatto che tale terapia potesse non avere effetto sulla mia malattia.
Dopo le prime assunzioni dei farmaci, fortunatamente non ebbi, poi, quei grandi effetti collaterali, se non stanchezza nello svegliarmi al mattino e fastidio nelle zone d'iniezione.
Le iniezioni le facevo la domenica sera, sempre all'altezza delle spalle, alternando una spalla una volta e l'altra la volta seguente.
Al quarto mese di terapia, le analisi segnalavano una negativizzazione dal virus, con normalizzazione del valore delle transaminasi.

I primi grossi problemi comiciarono al settimo mese di terapia, quando cominciarono a sentirsi i veri effetti collaterali. Diventai nervoso, irritabile, il mio intestino divenne sempre piu' ballerino, i capelli invecchiati di colpo. I medici mi dissero di resistere, perchč la risposta alla cura era buona.
Al nono mese fui colpito da una brutta anemia, che mi costrinse a passare da 5 a 4 pastiglie quotidiane.
Quindi cominciarono i periodi di febbre, discontinui, improvvisi, non violenti ma molto debilitanti.
Cominciai a perdere chili, otto in totale, dato che cominciarono a cambiare i miei gusti alimentari. Non riuscivo quasi piu' a mangiare cibi salati; assumevo un primo o un secondo alternativamente ai pasti. Essendo un ipoteso (pressione molto bassa), accusavo quindi parecchi sensi di mancamento e spossatezza. Ma resistevo, sapendo che mancava poco.
La cosa che piu' mi dava fastidio, era il nervosismo crescente in me, che mi rendeva irritabile ed insopportabile: scattavo come una molla tesa, non accettavo compromessi, mi spazientivo subito.
All'11 mese fui costretto ad interrompere il Rebetol per 6 giorni, avendo avuto un ulteriore abbassamento di globuli rossi.
L'ultimo mese č stato molto duro ma allo stesso tempo molto appassionato: la terapia dava ottimi segnali, i medici erano sereni, il traguardo era vicino.
A volte la testa ti fą fare cose incredibili: non davo piu' peso alle sofferenze, vedevo solo il finale.

Il 18 gennaio 2005 ho terminato la terapia, con i seguenti risultati: GOT 24, GPT 14, GGT 13, infezione da HCV-RNA negativo.
Ovviamente, globuli rossi e bianchi, ematocrito, emoglobina sono tutti sballatissimi, per non parlare del numero inesistente di piastrine: ma il risultato finale č stato apparentemente raggiunto.
Ora comincia la lunga attesa, di controlli e verifiche, ma se il buongiorno si vede dal mattino.....
Sono incredibilmente felice.
Voglio dire a tutti di non fermarsi mai di fronte ai problemi della terapia, di non demoralizzarsi, di combattere quotidianamente, perchč c'č sempre una possibilitą.
E questa possibilitą la dobbiamo cercare, trovare, usare...non ci deve scappare in nessun modo.
La nostra vita deve tornare nelle nostre mani.
La vita č una cosa meravigliosa.


Un saluto a tutti.

Paolo67.

N.d.R: il friend Paolo67 dopo aver frequentato per breve periodo la nostra comunitą virtuale, attualmente non ne fa pił parte e non ha pił dato notizie di sč.

 
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Aggiornato al 28 agosto 2014